I migliori posti da vedere sono: i due quartieri dei sassi di Matera, i sassi si dividono in Sasso Caveoso e Sasso Barisano, separati da un terzo rione più piccolo chiamato Civita.
Il sasso barisano prende il nome proprio per la sua posizione, essendo orientato verso nord-ovest, prende il nome dalla città di Bari. Inizialmente rappresenta la parte primaria dei Sassi insieme alla civita.
Il sasso caveoso orientato verso sud, prende il nome dalla città di Montescaglioso, nota nel medioevo come mons caveous, è caratterizzato da abitazioni scavate all’interno del tufo, costruite l’una sopra l’altra, che si appoggiavano direttamente alla cavità naturale. Noi ci troviamo nel sasso caveoso zona tranquilla, sicura e attiva per la presenza di molti hotel, ristoranti, botteghe artigiane e bar.


Le Chiese Rupestri del territorio di Matera, fondate principalmente nell’alto medioevo, sono edifici scavati nella roccia. Inizialmente nate come strutture religiose, nel corso del tempo hanno subito diverse trasformazioni d’uso, diventando abitazioni o ricoveri per animali.
Sono un’importante testimonianza della presenza di comunità di monaci benedettini, longobardi e bizantini. Le chiese rupestri contengono spesso affreschi ed elementi scultorei, che, oltre alla funzione decorativa, inducono alla contemplazione e alla preghiera.
Il Palombaro Lungo è la più grande cisterna idrica ipogea della città di Matera ed è situato sotto la pavimentazione di piazza Vittorio Veneto, dove convergono le acque piovane e sorgive provenienti dalle colline di Lanera, Lapillo e Macamarda.
Insieme ad altre cisterne ipogee forma la famosa Matera sotterranea, la cisterna fa parte di un sistema di raccolta delle acque che si estende per tutta la lunghezza dei Sassi di Matera ed era necessario all’approvvigionamento dei suoi abitanti.
La cisterna presenta pareti in tufo dalla forma arrotondata, rivestite da un intonaco impermeabile, un’antica tecnica per evitare che l’acqua fosse assorbita dalle rocce.
I materani si approvvigionavano dal Palombaro Lungo calando dei piccoli secchi attraverso due fori esterni, alcuni dei secchi utilizzati vennero smarriti e possono essere rintracciati oggi in una piccola zona asciutta un tempo sommersa, chiamata comunemente “La Spiaggetta”.


Il Museo Ridola è stato istituito nel 1911 per volere del senatore Domenico Ridola, da cui questa importante struttura prende il nome: Ridola, infatti, era un grande appassionato di archeologia ed effettuò numerose campagne di scavo in tutto il territorio materano.

La vasta collezione, che racconta la storia della scultura italiana e internazionale dalla fine del 1800 al primo decennio del 2000, è ospitata nell’affascinante scenografia di Palazzo Pomarici immerso nel cuore del Sasso Caveoso, l’edificio fù costruito tra XVI e XVII secolo su un preesistente nucleo di grotte scavate nel tufo.

È ospitato in un antico frantoio ipogeo del 1500. Nel cuore del sasso caveoso, il Moom racconta la storia di un prodotto nobile e prezioso: L’olio di oliva. Il percorso guidato all’interno del museo è una continua scoperta che riporta indiero nel tempo.

A pochi passi dalla chiesa di Santa Maria di Idris inizia la discesa per il torrente Gravina che conduce alla casa grotta di Vico Solitario. Qui troverete un’infinità di suppellettili utilizzati dai contadini fino agli anni 1950, con tanto di arredi e animali.
Si tratta di una tappa breve, emozionante ed autentica, così tanto che è ormai un monumento alla memoria contadina di Matera. Questa è una delle attrazioni più visitate.

Il Duomo di Matera, che ha la denominazione ufficiale di Cattedrale della Madonna della Bruna e di Sant’Eustachio, e il luogo di culto cattolico principale di Matera, chiesa madre dell’arcidiocesi di Matera-Irsina.
La cattedrale fù costruita in stile romanico pugliese nel XIII secolo sullo sperone più alto della civita che divide i due Sassi.
Nel cuore dei Sassi!